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ZERO CASI DI COVID A MELBOURNE, AUSTRALIA: CE L’ABBIAMO FATTA!

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Non è stato facile, il lockdown è durato mesi e ha messo tutti a dura prova, ma abbiamo ottenuto zero casi a Melbourne! Dopo 112 giorni consecutivi di restrizioni severe e limiti di movimento, Melbourne ha raggiunto il fatidico 0 alla voce dei nuovi casi di Coronavirus.

Il D-day, o meglio lo 0-day è stato il 30 ottobre. Per la prima volta dallo scorso 9 giugno si sono registrati zero nuovi casi nell’area metropolitana di Melbourne ed in tutto lo stato del Victoria. Abbiamo aspettato ancora qualche giorno per accertarci che non fosse un’illusione. Ebbene oggi siamo a 13 giorni consecutivi con zero nuovi casi di Covid.

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Zero casi a Melbourne e in Victoria, dati aggiornati a novembre 2020


LA SECONDA ONDATA DI COVID IN AUSTRALIA

Il risultato è eccezionale, visto che solo poche settimane fa si registravano oltre 700 nuovi casi con dozzine di decessi giornalieri. Ancor più impietoso il confronto con la situazione nel resto del mondo, dove si sta affrontando una nuova ondata alle porte dell’inverno, con numeri che vanno ben oltre le decine di migliaia di casi ogni giorno.

Anche l’Australia come nazione ha raggiunto il traguardo dei zero nuovi casi di trasmissione comunitaria, mettendo di fatto fine alla seconda ondata di Coronavirus. Questo significa che gli unici nuovi casi si registrano per i residenti di ritorno dall’estero che vengono subito messi in quarantena (mentre al momento Melbourne ed il Victoria non ricevono ancora voli di rimpatrio).

Chiaramente la remota posizione geografica dell’Australia ed il fatto che i suoi confini e i pochi aeroporti siano più semplici da monitorare rispetto a quelli europei o americani, hanno reso la gestione dell’emergenza meno complicata. Ma non si sarebbe arrivati a tali risultati senza misure rigide e soprattutto senza il rispetto di esse.


COME ABBIAMO OTTENUTO ZERO CASI A MELBOURNE

Come avevamo spiegato nel nostro scorso articolo di settembre, in cui parlavamo anche degli arresti da parte della polizia australiana per chi su Facebook incitava a partecipare alle manifestazioni contro le restrizioni, il lockdown a Melbourne prevedeva coprifuoco dalle 21 alle 5 del mattino.
Il limite di spostamento era di 5 km dalla propria abitazione, con un massimo di un’ora di “libertà” al giorno esclusivamente per fare la spesa o fare esercizio fisico, oltre alla chiusura di tutti i locali pubblici non essenziali e l’obbligo permanente di mascherina e distanziamento sociale all’esterno della propria abitazione.

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Una tipica vista su Melbourne deserta durante il lockdown

Il 28 ottobre sono cadute le prime regole più severe. Da allora si può nuovamente uscire indipendentemente dai 4 motivi permessi in precedenza (lavoro, spesa, cure mediche, esercizio).
I bar e i negozi hanno riaperto, con limiti di clientela, ed il raggio dei chilometri è stato portato a 25 dalla propria casa. Limite che è stato rimosso proprio un paio di giorni fa, quando la “cortina di ferro” fra l’area metropolitana di Melbourne e il resto del Victoria è finalmente caduta.

Dopo 112 giorni tante famiglie in zone rurali hanno potuto rivedere i propri cari che vivono in città e viceversa, ed è di nuovo possibile fare escursioni in campagna, campeggiare e pernottare in giro.


E ORA? VERSO IL COVID-NORMAL

Questo sarà un po’ il motivo conduttore del nuovo “covid-normal”, come viene definito in Australia, una realtà in cui si dovrà convivere con lo spettro del virus ancora per diversi mesi. Oltre all’uso costante delle mascherine e al numero limitato di persone ammesse in un determinato luogo, i confini interni sono ancora chiusi. Le linee guida parlano del 23 novembre come prima tappa, quando lo stato del New South Wales aprirà per primo i propri confini al Victoria (presto torneremo a Sydney!), seguito dalla vicina Tasmania il 27 novembre.

Per quanto la situazione sembri rosea all’orizzonte e siamo grati di aver superato questa ondata del Coronavirus qui a Melbourne, l’Australia non ha intenzione di abbassare la guardia e rimarrà ferma nella sua decisione di mantenere i propri confini internazionali chiusi per buona parte o addirittura per l’intero 2021. Qualche eccezione potrebbe esser fatta per viaggiare fra la terra dei canguri e gli stati più vicini con situazioni simili in termini di Covid-19, ovvero Nuova Zelanda, Singapore, Giappone, Corea del Sud.

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Edo si gode il tramonto a St Kilda Beach, Melbourne


QUANDO SI TORNERÀ A VIAGGIARE?

Siamo ben consapevoli che si tratti di una pandemia mondiale ma nel nostro piccolo blog di viaggi a noi piace sempre affrontare certi ragionamenti con l’immaginazione rivolta verso a possibili viaggi futuri.
Al momento l’Europa e le Americhe sembrano davvero distanti anni luce da noi, e siamo piuttosto preoccupati per la situazione generale, oltre che per le nostre famiglie e per i nostri amici.

Con questo articolo sulla vittoria parziale, e speriamo definitiva, dell’Australia sul Coronavirus, vogliamo dare un segnale di speranza e ottimismo a tutti quei paesi in cui l’emergenza è più attiva che mai, in primis la nostra Italia.

Qui il lockdown è stato lungo, è stato duro, è stato triste, ma ha funzionato. E adesso la libertà ha un sapore ancora più speciale. Ce la siamo guadagnata con mesi di sacrifici.


DUNQUE IL LOCKDOWN SERVE O NO?

Chiaramente non sta a noi prendere certe decisioni, ma chiudiamo ponendoci e ponendovi qualche domanda.
Non sarebbe meglio fermarsi del tutto per qualche mese e poi ripartire? Non sarebbe meglio rinunciare brevemente alle proprie comodità e abitudini per poi potersele godere lungamente? Non sarebbe meglio fare ognuno delle rinunce per il bene di tutti?

Noi l’abbiamo provato sulla nostra pelle e possiamo dirlo: ne vale la pena!


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