INCENDI IN AUSTRALIA: È SICURO VIAGGIARE? CONSIGLI E PRECAUZIONI

consigli viaggio new south wales
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Sebbene gli incendi in Australia non si fermino, ecco come il turismo può e deve andare avanti.

Le immagini dell’emergenza incendi in Australia hanno fatto il giro del mondo, e i numeri parlano chiaro: i bushfire hanno distrutto più di 3.000 abitazioni e 27 persone hanno perso la vita.
Si stima ormai che il numero di animali morti abbia raggiunto l’impressionante cifra di un miliardo, fra cui non solo il 30% dei koala del New South Wales ma anche decine di migliaia di altri marsupiali, uccelli, rettili, anfibi e animali da allevamento. Parte degli animali muore bruciata, altri in seguito alla perdita dei propri nidi, della mancanza di cibo e acqua.
La superficie delle zone bruciate in Australia supera quella totale degli incendi del 2019 nella Foresta Amazzonica, in California e in Siberia.


CHE COS’È UN BUSHFIRE

I bushfire purtroppo non sono una novità per l’Australia.
Si tratta di incendi più o meno spontanei che normalmente si sviluppano nelle vaste praterie di arbusti australiane, il cosiddetto bush.
Noi stessi durante il nostro viaggio dell’anno scorso fra Queensland, New South Wales e Victoria, abbiamo in diverse occasioni letto e sentito notizie riguardo a zone colpite da incendi.
Prima di viaggiare in van verso nuove destinazioni, ci siamo abituati a consultare le mappe fornite dai diversi siti ufficiali statali, come per esempio la mappa aggiornata in tempo reale dei bushfire in New South Wales. Notavamo con preoccupazione i numerosi fuochi non così lontani dalle zone abitate, ma leggendo e anche chiedendo in giro, per tutti la situazione era piuttosto normale.
Quest’anno la crisi è decisamente più grave del solito, ed ha maggiore risonanza poichè gli incendi hanno investito zone densamente abitate.
Mentre solitamente i bushfire si fermano al bush, come spiega il loro nome, interessando questi arbusti che hanno bisogno di bruciare ciclicamente per rigenerarsi, negli ultimi mesi gli incendi hanno raggiunto le foreste di eucalipto e i Parchi Naturali, espandendosi furiosamente.

mappa incendi australia
In rosso le zone colpite da incendi in Australia nella prima settimana di gennaio 2020. Fonte: NASA


PRECAUZIONI DA USARE

Cosa significa tutto ciò per i turisti?
Innanzitutto non bisogna farsi prendere dal panico, bensì utilizzare i servizi di emergenza attivi. Consultando le mappe citate in precedenza si possono monitorare le zone più colpite dagli incendi e tenersi informati. Tutte le grandi città come Sydney, Melbourne o Brisbane sono al sicuro, così come oltre il 90% delle zone più visitate non sono colpite dalla crisi degli incendi. Le attività turistiche non si fermano, anzi, hanno bisogno più che mai dei visitatori per andare avanti.
Il problema principale per queste città è rappresentato dalla precaria qualità dell’aria, dato che il fumo degli incendi viene trasportato dai venti anche per centinaia di chilometri. Dalle immagini satellitari si vede come le ceneri dei bushfire australiani abbiano raggiunto la Nuova Zelanda e siano addirittura arrivate fino in Patagonia, fra Cile e Argentina.
Sul sito Aqicn.org è possibile tenere d’occhio la situazione. Sono evidenziate in viola e in rosso le zone dove le condizioni dell’aria sono pericolose. Ovviamente tutto può cambiare rapidamente a seconda di dove soffiano i venti.
Le situazioni peggiori in questo senso si sono verificate a Canberra e Sydney.

foto bushfire new south wales satellite
Le colonne di fumo vengono soffiate verso la Nuova Zelanda


COSA FARE SE HAI PIANIFICATO UN VIAGGIO IN AUSTRALIA

Le zone che più spesso vengono incluse negli itinerari dei viaggiatori in Australia sono fuori pericolo. Per esempio la Great Ocean Road ad ovest di Melbourne, dove vedere i famosi 12 Apostoli, o le Isole Whitsunday in Queensland, luogo paradisiaco per esplorare la Grande Barriera Corallina, sono luoghi da non perdere durante un viaggio in Australia.
Esiste anche un’applicazione per smartphone o tablet chiamata Fires Near Me (disponibile per iOS e Android) che segnala gli incendi e le aree bruciate. Le zone indicate nell’app non sono necessariamente da evitare ma occorre informarsi prima di mettersi in viaggio.

IL NOSTRO CONSIGLIO: se dunque hai già prenotato un volo per l’Australia per l’inizio del 2020, non rinunciare al tuo viaggio. Dovrai escludere le zone di cui parliamo, ma ci sono regioni come per esempio il Queensland che vale da solo il viaggio e meriterebbe di essere girato per diverse settimane per la sua bellezza.

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QUANDO PRENOTARE UN VIAGGIO FUTURO IN AUSTRALIA?

Se invece non hai ancora prenotato, ci sono due opzioni: pianificare un viaggio negli altri stati come il South e il Western Australia, il Queensland e il Northern Territory, posti altrettanto belli. Oppure attendere qualche mese quando il peggio della crisi degli incendi in Australia sarà passato e sarà possibile verificare con certezza quali Parchi Naturali e zone del New South Wales e del Victoria potranno essere visitate in sicurezza.

IL NOSTRO CONSIGLIO: proprio perchè l’Australia è in difficoltà, andarci da turista significa aiutare. Non stiamo dicendo di andare a fare i vigili del fuoco volontari, ma semplicemente di continuare a visitare il paese come prima, aiutando le attività locali a superare la crisi. Noi stessi stiamo per tornare in Australia a febbraio 2020 per proseguire il nostro giro in van da Melbourne verso il selvaggio ovest.


QUALI ZONE STANNO BRUCIANDO?

Gli stati più colpiti sono nell’Australia sud-orientale, in particolare il New South Wales, di cui la capitale è Sydney, e il Victoria dove sorge Melbourne. Diverse zone sono state evacuate, migliaia di australiani hanno dovuto abbandonare le proprie case per mettersi in salvo.
Per quanto riguarda le zone fuori dai maggiori centri abitati, al momento è decisamente sconsigliato recarsi sulla costa del NSW e nell’est del Victoria, in particolare presso i Parchi Nazionali che purtroppo sono aree di facile sviluppo per i bushfire. Tutti i Parchi Nazionali in New South Wales sono infatti stati dichiarati chiusi.
Le famose Blue Mountains e le East Gippsland in NSW hanno subito i danni peggiori finora.

Il Victoria ha chiuso 9 dei suoi parchi, tutti nel nord-est, fra cui il Kosciuszko National Park. La Great Ocean Road, il Wilson’s Promontory e il Grampian’s National Park non sono stati invasi dai bushfire.

Nello stato del South Australia, quasi metà di Kangaroo Island è andata in fiamme.

Fatta eccezione per alcuni incendi pericolosi che hanno causato la chiusura per alcuni giorni della Eyre Highway e l’isolamento di diversi paesini fra Perth e Adelaide nel sud-ovest dell’Australia, fortunatamente gli incendi minori che hanno colpito il resto di Western Australia, Tasmania e Queensland non hanno causato danni significativi.

australia bushfire è pericoloso viaggiare
Vigili del Fuoco australiani impegnati in un bosco


CHI O CHE COSA CAUSA GLI INCENDI IN AUSTRALIA?

Di recente sono stati pubblicati articoli in cui si parla di quasi 200 piromani arrestati, ma le news non sono del tutto esatte.
La notizia è rimbalzata in tutto il mondo, però va presa ed analizzata con cautela. Leggendo solo il titolo verrebbe da pensare che la colpa degli incendi sia esclusivamente di pazzi piromani, ma non è così.
Andando a verificare i dati alla fonte (TheAustralian.com), notiamo che nella maggior parte dei casi si tratta di persone fermate per aver causato piccoli incendi nel proprio giardino o in zone agricole lontane dai boschi. Anche diversi minorenni sono stati sorpresi ad accendere fuochi in città. Certo è che questi soggetti hanno infranto, inconsciamente o meno, le leggi australiane sui fuochi liberi.
Ma la verità è che i fuochi più grandi e più devastanti nascono a causa dei fulmini nelle aree più remote, spesso difficilmente raggiungibili dall’uomo, e per questo motivo si propagano e alimentano indisturbati nelle zone più aride per poi diventare troppo grandi e ardui da sconfiggere una volta giunti nelle foreste vicino alle coste dell’Australia.
Dei 183 fermi compiuti dalle forze dell’ordine, peraltro occorsi nell’arco di tutto il 2019 e non esclusivamente negli ultimi mesi di crisi, sono “solo” 24 i casi di incendi colposi o dolosi in zone protette e di divieto assoluto, individui che rischieranno fino a 21 anni di reclusione per la legge australiana. I bushfire in Australia si contano invece a diverse centinaia se non a migliaia, è quindi da escludere che sia sempre colpa di piromani.


IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Ecco allora qual è la vera causa della crisi degli incendi in Australia: il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale.
Per via dell’innalzamento delle temperature, le condizioni metereologiche stanno diventando sempre più estreme.
Basta infatti pochissimo per scaturire un incendio quando il clima è secco per un lungo periodo. Ciò avviene nel 50% dei casi in natura a causa dei fulmini, oppure può succedere per incidenti alle linee elettriche, o involontariamente a causa dell’uomo, ad esempio per una marmitta calda vicino a dell’erba secca. Per non parlare delle sigarette o fiammiferi lanciati dalle auto in corsa.

Inoltre, il problema diventa ancora più serio poichè una volta scaturiti gli incendi, la loro propagazione accade per cause naturali, o meglio per via del comportamento della natura che è sempre più influenzato dall’attività umana.
Il recente cambiamento climatico sta causando una serie di eventi estremi ed oltre ogni previsione in tutto il mondo. Nello specifico in Australia nel 2019 si sono verificati: siccità record, temperature più calde di sempre, venti di intensità maggiore e aria estremamente secca, tutti fattori ideali per l’avanzamento dei bushfire.
Se poi, come in Australia, vengono finanziate maggiormente le industrie di carbone invece che i vigili del fuoco, diventa ancora più difficile combattere gli incendi.

incendi koala canguri australia
Due canguri cercano un rifugio dalle fiamme


COSA SUCCEDERÀ IN FUTURO? 

La stagione degli incendi di quest’anno è la più lunga e più devastante di sempre. Nel breve termine, non si sa con certezza quando avrà fine, in Australia si attende l’arrivo dell’autunno che porterà pioggia e umidità. Ma anche quando il peggio sarà passato si creeranno nuovi pericoli: la pioggia stessa farà accumulare detriti e carcasse nei fiumi e nei bacini di acqua potabile, fonte imprescindibile per uomini, animali e allevamenti.

Anche nel lungo termine la situazione non è destinata a migliorare, anzi. Seguendo le previsioni sul cambiamento climatico, le temperature continueranno ad aumentare e fenomeni come gli incendi diventeranno sempre più frequenti, in Australia e nel mondo.

Dobbiamo tutti diventare più consapevoli riguardo al problema climatico e fare il possibile per ridurre l’inquinamento del nostro pianeta.


AIUTARE CON LE DONAZIONI

Ci sono ormai dozzine di collette e raccolte fondi un po’ ovunque su internet.
Noi consigliamo di supportare direttamente enti come la Croce Rossa Australiana o i Vigili del Fuoco dei singoli stati.
E’ inoltre possibile fare donazioni mirate per la cura della flora e fauna selvatica, che hanno senza dubbio subito i danni più ingenti in assoluto. Esempi sono il Port Macquarie Koala Hospital o l’Australian Wildlife Rescue Organisation.

Nonostante la situazione delicata, speriamo di avervi informato a sufficienza sulla situazione in Australia e ci auguriamo che non abbandoniate il vostro sogno australiano!

Leggi qui il resoconto del nostro viaggio di 1 anno in Australia

zone incendi australia
Gli incendi raggiungono le coste dell’Australia sud-orientale. Fonte: REUTERS

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