Ho Chi Minh

L’ARRIVO IN VIETNAM: HO CHI MINH CITY

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Dopo 13 giorni di viaggio eccoci in Vietnam! La prima tappa in questo Paese è Ho Chi Minh City, un tempo Saigon.

Lasciata la bellissima isola di Koh Rong, una barca molto caratteristica usata soprattutto dai locali ci ha riportati, belli inzuppati, a Sihanoukville. Qui abbiamo aspettato uno sleeping bus diretto a Ho Chi Minh. O almeno così credevamo.
Dopo esserci sistemati nelle cuccette del bus, aver guardato un film ed esserci addormentati, cullati dalle brusche sterzate e dal clacson usato quasi come a salutare tutti i motorini per strada, la bella sorpresa! Qualche scrollone, un “where are you going!?” urlato nelle orecchie, il tempo di raccogliere le nostre cose e all’1 di notte siamo seduti su uno sgabellino rosso sul marciapiede di una grande strada, insieme ad altri 20 passeggeri che, come noi, si guardano intorno spaesati ancora mezzi addormentati. Al momento della prenotazione del biglietto si erano casualmente dimenticati di informarci che lo sleeping bus sarebbe stato fino a Phnom Penh e da lì avremmo dovuto prendere un altro bus. Piccolo dettaglio.
Ingenuamente convinti che l’attesa sarebbe stata breve, dopo solo 2 ore ci siamo sistemati sul bus diretto a Ho Chi Minh, ovviamente non più a cuccette.
Sosta per dei controlli molto superficiali al confine e finalmente entriamo in Vietnam!

Ho Chi Minh ci accoglie con una serie di grandi viali alberati, molto ariosi ma trafficati. La città è molto moderna e occidentalizzata, che può essere un aspetto negativo ma in parte ci sentiamo un po’ più a  casa. La nostra sistemazione è nella zona di Pham Ngu Lao, nota come la zona dei backbackers, dove ogni locale è a misura di turista.
Passeggiamo avvicinandoci al centro, la zona di Dong Khoi, e più proseguiamo più rimaniamo sorpresi da questa città.
Attraversiamo il parco “23/9” che troviamo ricoperto di fiori per il Tet, il capodanno lunare: ovunque venditori di alberelli fioriti di giallo caricano le piante su motorini, sfidando le leggi della fisica; banchetti di cibo e piccoli oggetti attirano le persone sorridenti e siamo travolti dai colori e dagli odori. Superiamo il mercato di Ben Thanh con la torre dell’orologio, uno dei simboli della città. Sopra le nostre teste l’immenso grattacielo Bitexco Financial Tower, dalle forme moderne e ispirate a un bocciolo di loto. Ma la vera sorpresa è stata Nguyen Hue: elegante viale, un tempo canale, che per il Tet ritroviamo completamente decorato con miliardi di fiori e affollato di vietnamiti vestiti con abiti tradizionali, presi dalla frenesia delle foto di famiglia. Storditi dalle luci e dai colori, proseguiamo in strade più tranquille: ci sorprendono gli edifici dallo stile europeo che ci ricordano l’elegante Parigi, come il Teatro dell’Opera, il Palazzo del Comitato del Popolo e la cattedrale di Notre Dame. Ci scaldiamo con un buon pho e ritorniamo in stanza.

Domani alle 6,30 ci attende il viaggio in treno verso nord.

Ho Chi Minh

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