Dopo essere stati a Chiang Mai per 3 giorni, in cui abbiamo visitato la città dei templi e avuto una splendida esperienza presso un santuario degli elefanti, ci prepariamo ad affrontare questo epico giro in moto nel nord-ovest della Thailandia.
Conosciuto anche come Chiang Mai – Pai – Mae Hong Son Loop per la sua forma ad anello, questo giro conta ufficialmente 1864 curve!
CHIANG MAI – PAI – MAE HONG SON LOOP
Ad essere onesti non sapevamo fosse famoso per il suo numero di curve, all’inizio volevamo andare da Chiang Mai a Pai, visto che molte persone che abbiamo incontrato ce l’hanno consigliata.
Poi abbiamo aggiunto all’itinerario il parco Doi Inthanon e la cima più alta della Thailandia, così abbiamo deciso di fare tutto l’anello.
Esiste anche un’altra versione del giro fino a Mae Sariang, però abbiamo scelto di tagliare all’interno e prendere una strada meno battuta.
IN MOTO DA CHIANG MAI A PAI
Ma torniamo alla preparazione. La reception del nostro hotel “Nap in Chiang Mai” ci ha spaventato un po’ quando abbiamo chiesto informazioni riguardo al giro.
Ci hanno avvertito riguardo alle strade in brutte condizioni, ancora peggiori quando piove, raccontando di terribili incidenti. Oltre a pazzi autisti Thai che guidano camion e bus in maniera assurda, chiudendo che avremmo rischiato la vita se saremmo andati. Che incoraggiamento!
Mentre Ambra era titubante, il pensiero di Edo è stato: challenge accepted! Abbiamo cercato più a fondo su internet e non abbiamo trovato molte opinioni scoraggianti, anzi.
Ci siamo, si parte. Affittiamo una Honda Blade 125cc a 600 baht per 3 giorni (5€ al giorno) e andiamo verso nord.
FERMATI DALLA POLIZIA A CHIANG MAI
Neanche il tempo di lasciare Chiang Mai che ci ferma la polizia: l’agente chiede a Edo la patente internazionale, che abbiamo “dimenticato” a casa. Ci dice che dobbiamo pagare una multa di 1.000 baht (30€) o tornare alla stazione di polizia per fare la patente (?).
Edo prende il portafoglio con solo 300 baht dentro (buon consiglio di tenere pochi soldi in vista), ma il poliziotto chiede un po’ di più. Capiamo che sarà una contrattazione con lui in pieno stile mercato Thai. Ce la caviamo con 600 baht di multa/mazzetta.
UPDATE 2023: negli anni ci siamo muniti di Patente Internazionale (IDP), da fare solitamente in Italia, tuttavia adesso è anche possibile richiederla online su questo sito. La International Drivers Association rilascia un documento valido e riconosciuto in oltre 150 paesi, fra cui la Thailandia.
POSTI DI BLOCCO IN THAILANDIA
La situazione è stata davvero surreale. Col passare dei giorni non saremo nemmeno più convinti che fosse un vero poliziotto. Non ha mostrato distintivi, era in moto da solo e non in coppia, si preoccupava solo dei soldi, non ci ha più fermato neanche l’esercito!
In seguito abbiamo letto articoli di finti agenti arrestati a Bangkok che multano i turisti, possibile si trattasse proprio di un finto poliziotto!? Non avevndo alcuna esperienza in quel momento non sapevamo come comportarci.
Ecco quindi qualche consiglio per voi, se doveste capitare nella stessa situazione: fate occhio alle chiavi della moto (ha fatto per prendercele un paio di volte), chiedete di mostrarvi un distintivo, tenete pochi contanti a portata di mano, e procuratevi una patente internazionale. Anche se abbiamo la netta impressione che saremmo stati multati lo stesso…
Un bel modo per iniziare al meglio un viaggio in moto di 3 giorni…! Proseguiamo e per fortuna le cose migliorano curva dopo curva.
Quando imbocchiamo la strada 1095 verso Pai, l’asfalto diventa perfetto, l’opposto a ciò che ci aspettavamo. Deve essere stato rifatto recentemente, non vediamo l’ora di fare tutte le 762 curve fino a Pai. La carreggiata è larga, a volte anche a 3 corsie, i paesaggi e scorci mozzafiato, il tempo splendido.
ARRIVO A PAI
Un brivido ritorna quando approcciamo dei segnali che indicano blocchi stradali della polizia. Tratteniamo il fiato, ma passiamo senza problemi.
Impariamo che, essendo vicini al confine con la Birmania, ci sono molti punti di controllo. Qui l’esercito thailandese ferma soprattutto camion per controllarne il carico, le merci, e possibili immigrati clandestini.
Raggiungiamo Pai dopo circa 3 ore, completando la nostra prima tappa di 133 km. Arriviamo all’albergo che abbiamo prenotato, la Mountain View Guesthouse: si tratta di un bell’angolo nascosto nel mezzo della natura.
Ci sistemiamo in un piccolo bungalow per appena 9€. C’è un’amaca sul portico e un simpatico geko che diventerà nostro amico. La doccia è per metà all’aria aperta in vero stile Thai.
COSA FARE E VEDERE A PAI
Il gestore ci istruisce sul da farsi nei dintorni, rimontiamo in sella e visitiamo i migliori scenari di Pai.
La prima meta è il Friendship Bridge, risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Con le sue iconiche assi in legno, fu fatto costruire dai giapponesi che controllavano la Thailandia in quegli anni.
La struttura in ferro ricorda il mitico Ponte sul Fiume Kwai che abbiamo attraversato a Kanchanaburi, un’altra zona poco conosciuta che consigliamo nell’ovest della Thailandia.
In seguito ci dirigiamo al Pai Canyon, che è interessante ma purtroppo non si presenta nella sua forma migliore. A fine maggio è passata la stagione delle piogge, ed il canyon è verdissimo. Più bello da vedere durante la stagione secca come abbiamo rivisto l’anno scorso (Ott. 2025), quando si apprezzano meglio i colori e la morfologia del canyon.
Proseguendo l’esplorazione di Pai, notiamo diversi accampamenti degli elefanti, quasi tutti abusivi con gli animali incatenati. Evitateli ed informatevi per trovare un Elephant Sanctuary legittimo, di cui parliamo nell’articolo su Chiang Mai.
Passiamo rapidamente dalle sorgenti termali, ma fa troppo caldo per fermarci. Poi alcuni templi e statue di Buddha, e il villaggio cinese di Santichon, con un bel punto panoramico in cima.

BAMBOO BRIDGE
Una bellissima visita che consigliamo a Pai è al Kho Ku So Bamboo Bridge. Ci sono in realtà molti ponti in bamboo nella zona di Pai e Mae Hong Son. Si tratta infatti di stradine sopraelevate che i locali usano nelle risaie.
Con l’arrivo dei tanti turisti, questi sentieri sono diventati una vera attrazione, è il Kho Ku So Bamboo Bridge è un luogo molto carino in cui ammirare le risaie, i ponticelli di bamboo, e godersi qualche ora nella natura.
I gestori ne approfittano giustamente con un ingresso a pagamento (50 baht a persona) e qualche bar panoramico fra le risaie. Abbiamo fatto una bella visita qui nel 2025.


PAI NIGHT BAZAAR
La sera, il classico night bazaar ravviva la città, sulla scia del mercato notturno di Chiang Mai. La piccola Pai si riempie in fretta di turisti, ci ricorda un po’ Sapa, Vietnam, sotto alcuni aspetti. Una cittadina vicina alle montagne in una zona remota, ma piena di visitatori.
Tornando al nostro giro in moto, non abbiamo tempo per fermarci più di una notte a Pai. L’indomani partiamo alle 10 del mattino, abbiamo solo 110 km da fare oggi per arrivare a Mae Hong Son.
Al benzinaio, ecco un’incredibile sorpresa: incontriamo casualmente due amici che avevamo conosciuto al Barney’s Hostel a Da Nang, tre mesi prima in Vietnam!
Colby e Beccy sono una coppia di australiani che ha deciso di vendere tutto e viaggiare in giro per il mondo, e lo stanno facendo da quasi due anni. Ci raccontano che ora stanno lavorando qui in un ostello a Pai, e oggi che è il loro giorno libero faranno la tratta Pai – Mae Hong Son anche loro! Il mondo è un posto davvero piccolo.
DA PAI A MAE HONG SON
Dopo la sosta, riprendiamo la strada 1095 e andiamo su per la salita. Inizia a piovere a dirotto ma siamo ben attrezzati con i nostri impermeabili colorati, o almeno così pensiamo.
Il nostro piano era fermarci alle Lod Caves, delle famose grotte della zona. Purtroppo nella foga del maltempo le manchiamo, a quanto pare c’era una svolta a destra subito dietro un blocco stradale dell’esercito.
LE VISTE DALLA STRADA 1095
Niente di grave, siamo sempre pronti a modificare i nostri piani. In questo modo giungiamo in anticipo a Mae Hong Son.
Decidiamo di seguire il cartello che indica la strada verso un altro Bamboo Bridge: sfortunatamente il sentiero è pieno di pozzanghere e fango, e rischiamo di impantanarci.
Due colpi a vuoto su due! Giriamo ancora un po’ senza una meta, la nebbiolina crea un’atmosfera ancora più cupa. Infreddoliti, torniamo verso la nostra Sarm Mork Guesthouse a Mae Hong Son per una doccia calda.
LE TRIBÙ KAREN THAI – BIRMANE
Dopo la doccia il cielo si è schiarito, e ritentiamo verso un nuovo obiettivo: la provincia di Mae Hong Son confina con la Birmania ad ovest, ed è diventata famosa in Thailandia per i villaggi Karen.
Questi sono abitati da tribù birmane le cui donne per tradizione indossano grandi anelli al collo, rendendolo allungato.
Purtroppo oggi le tradizioni si stanno perdendo, ma in alcuni casi vengono mantenute, anche se per interesse economico. Ci è stato detto che in alcuni di questi villaggi Karen occorre pagare da 300 a 500 baht per accedervi (10-15€).
VISITA AL VILLAGGIO KAREN DI MAE HONG SON
Orientandoci con Google Maps e seguendo alcuni cartelli lungo la strada per diversi km, finiamo per risalire una valle da fondo a cima.
Un’ora più tardi, dopo aver zigzagato fra pozze, fango e ripide strade sterrate, camminando gli ultimi due km, raggiungiamo il famigerato villaggio Karen.
Si tratta di uno dei pochi rimasti dove non bisogna pagare per entrare. Probabilmente perchè è così lontano e quasi nessuno viene più qui (molte tribù si sono addirittura trasferite presso Chiang Mai per ricevere più turisti).
E’ un villaggio molto povero, probabilmente il più rurale che abbiamo visto durante il nostro intero viaggio nel sud-est asiatico, insieme a quello di pescatori sull’isola di Koh Rong, in Cambogia.
Ci addentriamo con cautela, non volendo disturbare, notiamo pochi occhi fra le case. Sembra di essere decine di anni indietro nel tempo, ci sono solo casette di legno e palafitte, pavimenti in terra battuta, polli e oche che corrono qua e là.
Ecco alcuni bambini che giocano insieme in un piccolo spiazzo alla fine della valle. Vediamo la loro scuola, anch’essa senza pavimento né finestre, solo alcune panche sotto un tetto, siamo senza parole.

INCONTRO CON UNA DONNA KAREN
Ad un certo punto, ecco spuntare una donna Karen da una casetta. Ci accoglie sorridente ed ha voglia di scambiare qualche parola e rispondere alle nostre domande. Il suo collo è pieno di anelli, la testa sembra quasi staccata dal corpo.
Ci spiega che sono rimaste 16 famiglie e 103 persone che abitano qui. Sono autosufficienti e non necessitano di niente al di fuori del villaggio.
In tutto, vediamo solo due delle celebri donne dal collo allungato: come detto, non lo fanno per soldi qui, ma rispettano ancora la propria tradizione, dunque non tutte vogliono mostrarsi.
Parliamo alcuni minuti con questa donna da cui compriamo un souvenir artigianale per supportare il loro umile stile di vita. Torniamo indietro alla nostra moto con tanti quesiti in testa, colpiti dal modo in cui alcune persone vivono ancora nel mondo!
TEMPIO DI WAT PLAI DOI
Con gli occhi ancora pieni di meraviglia per l’incontro nel villaggio Karen, rientriamo verso Mae Hong Son.
Saliamo su a Wat Plai Doi, un complesso di templi che dominano la città dall’alto. Il luogo è splendido, con l’architettura di influenza birmana da una parte e il meraviglioso panorama di valli e montagne dall’altra.
La zona di Mae Hong Son è tranquillissima, ancora molto lontana dal turismo di massa, e l’atmosfera è davvero pacifica e rilassante.


La sera in città, usciamo coi nostri amici australiani Colby e Beccy per una rimpatriata inaspettata.
Il giorno seguente è l’ultimo del nostro giro di 3 giorni, e sarà anche il più lungo on-the-road di questo loop: 270 km fino a Chiang Mai! Puntiamo la sveglia alle 6.30.
IL SELVAGGIO NORD-OVEST DELLA THAILANDIA
La strada che porta a sud verso Khun Yuam è davvero bella, scorre lungo il Parco Nazionale di Mae Surin, in mezzo ai boschi, e la brezza mattutina la rende davvero piacevole.
Dopo un po’ iniziamo a preoccuparci un pochettino perchè non c’è traccia di stazioni di benzina in giro. A breve dovremo lasciare lastrada principale 108 per prendere la secondaria 1263 e temiamo di non trovare più nulla dopo il villaggio di Khun Yuam.
Così scendiamo ancora più a sud per un po’, abbandonando il nostro itinerario per più di 10 km. Passiamo indenni un mega blocco stradale della polizia, e troviamo l’unico benzinaio proprio alla fine del paese. Ciò significa che dobbiamo ritornare a nord, scegliamo una stradina di campagna per evitare il posto di blocco.
Di ritorno sulla retta via, ci fermiamo ad un lago e poi ci godiamo il resto della sensazionale strada 1263: curve, tornanti e fantastiche viste ci accompagnano.
È appena terminata la Burning Season Thailandese. Ogni anno, per rendere il suolo fertile, tutti i campi vengono bruciati dopo i raccolti: lo scenario è apocalittico! Impareremo che la pratica è molto problematica per gli abitanti della zona, che respirano aria di pessima qualità per diverse settimane.
MONTE DOI INTHANON, CHIANG MAI
Verso mezzogiorno raggiungiamo Mae Chaem, dove ci fermiamo per uno spuntino. In lontananza possiamo già vedere il monte Doi Inthanon, la nostra meta.
Ripartiamo in salita, e guadagneremo 1.500 metri di quota in una ventina di km tutti asfaltati e scorrevoli. Il paesaggio si trasforma da giallo-marrone a verde foresta, mentre saliamo nella giungla l’aria finalmente si rinfresca.
Dopo alcuni chilometri, ecco che arriviamo ai due stupa, i monumenti leggendari sulla montagna Doi Inthanon, che svettano a 2.100 metri.
Il sito è abbastanza affollato, molti visitatori vengono qui con tour giornalieri da Chiang Mai. Dopo due giorni di guida selvaggia e solitaria in zone remote, torniamo nell’affollata realtà.
Gli stupa di Doi Inthanon sono due templi costruiti in onore del Re e della Regina, sorgono uno di fronte all’altro. Sono circondati da bellissimi giardini e la vista sui paesaggi della Thailandia del nord è unica.
IL PUNTO PIÙ ALTO DELLA THAILANDIA
Arrivati fino a qui, non possiamo esimerci dal continuare ancora un po’ per arrivare al punto più alto della Thailandia.
Sempre all’interno del Doi Inthanon National Park, si trova la targa che segna questo luogo significativo.
Guidiamo fino in cima alla montagna e raggiungiamo a piedi la quota di 2.565 m. Qui facciamo la foto di rito sul punto più alto della Thailandia.
RITORNO DA DOI INTHANON A CHIANG MAI
Sono le 14 e siamo pronti a scendere verso Chiang Mai per gli ultimi 120 km della nostra escursione.
Siamo talmente felici e sollevati che tutto sia andato bene con la nostra moto, dopo tutte le storie spaventose, i blocchi stradali, i temporali, il fango in cui siamo quasi rimasti impantanati, le pozzanghere che abbiamo attraversato, le 1864 curve e tornanti, e i 700 e più km di viaggio, che ci fermiamo ad un auto-lavaggio per lavare la nostra moto e riportarla bella pulita (e anche perchè era in condizioni pietose)!
Il giro Chiang Mai – Pai – Mae Hong Son è stato sicuramente uno dei momenti più belli del nostro primo viaggio in sud-est asiatico, ve lo raccomandiamo assolutamente.
Se avete domande più specifiche sull’itinerario, scriveteci qui sotto nei commenti.
Buon viaggio nel nord della Thailandia!
HOTEL – DOVE STARE IN THAILANDIA:
- Nap in Chiang Mai: zona tranquilla vicino al night bazaar, staff gentile e stanze molto pulite.
- Mountain View Guesthouse: bungalow nel mezzo della natura, gestori carinissimi, luogo davvero rilassante fra gli alberi.
- Sarm Mork Guesthouse a Mae Hong Son: una guesthouse carina nel tranquillo villaggio di Mae Hong Son.
- Puoi prenotare tutti i tuoi soggiorni in Thailandia con cancellazione gratuita qui.
TRASPORTI – COME SPOSTARSI NEL NORD DELLA THAILANDIA:
- Bus locale Chiang Rai-Chiang Mai: da 300 baht/persona, 3 ore, molto comfotevole;
- Treno Chiang Mai-Ayutthaya-Bangkok: cuccette da 750baht/testa, 9 ore.
- prenota i biglietti per viaggiare in Thailandia su amt.12go.asia
SPESE CHIANG MAI – PAI – MAE HONG SON:
- Scooter Honda Air Blade: 3 giorni, 250baht/giorno. Sconto per più giorni.
- Benzina: 100baht/pieno;
- Multa/mazzetta: 600 baht!
- Doi Inthanon Park, ingresso: 50baht/testa.
PATENTE INTERNAZIONALE ONLINE IDP (INTERNATIONAL DRIVING PERMIT):
Consigliamo di richiedere la Patente Internazionale online se avete in programma di guidare un veicolo all’estero. La International Drivers Association offre un servizio online con cui richiedere la patente in versione digitale+cartacea anche se siete già in viaggio, accettata in oltre 150 paesi.
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salve! ilo vostro itinerario di viaggio è spettacolare ! vorrei avere informazioni per effettuare la stessa visita agli elefanti.
Autore
Ciao Valentina, grazie per i complimenti!
Non ricordo il nome esatto dell’organizzazione con cui abbiamo passato la giornata con gli elefanti. Noi abbiamo prenotato l’escursione in guesthouse (Dutch Guest House, un posto molto amichevole e carino vicino al Night Bazaar di Chiang Mai). Il gestore ci ha offerto 3 diverse possibilità, noi volevamo essere certi di non finanziare quelle compagnie che sfruttano gli elefanti e li maltrattano, per cui abbiamo deciso di pagare un po’ di più (sui 2400baht in tutto, 60€): non ce ne siamo pentiti, fin da subito abbiamo capito di essere finiti proprio dove volevamo! Troverai offerte per escursioni più economiche, ma probabilmente saranno di quelle compagnie in cui mettono le portantine sulla schiena degli elefanti, li tengono incatenati, ecc.
Buon viaggio!!
ma la 1263 è una strada con tante buche?? Ho letto che non è una bella strada
Autore
Ciao Cecilia! E’ una bellissima strada! Al tempo di questo articolo nel 2016 era appena stata asfaltata ed era perfetta. Immagino che dopo 3 anni non possa essere peggiorata più di tanto. Penso che gli articoli che hai letto che dicono che non è una bella strada siano precedenti al nostro articolo del 2016.
Buon viaggio!