72 ORE A PECHINO, REPUBBLICA POPOLARE CINESE

72 ORE A PECHINO, REPUBBLICA POPOLARE CINESE

Siamo giunti a Pechino per una breve permanenza di 72 ore, ma il poco tempo è stato sufficiente per vedere la leggendaria Grande Muraglia!

Dopo il nostro fantastico soggiorno nelle Filippine, avevamo ancora alcuni giorni disponibili prima di tornare a casa e visitare le nostre famiglie per le vacanze di Natale, e ovviamente volevamo usufruirne per vedere un nuovo paese! Cercando opzioni su internet, ci siamo imbattuti in un volo piuttosto economico da Manila a Pechino e non abbiamo pensato oltre: Cina arriviamo!


PERMESSO DI TRANSITO IN CINA VISA-FREE PER 72-144 ORE
In effetti avremmo dovuto pensarci un attimo di più, abbiamo prenotato i biglietti aerei senza pensare ad eventuali questioni di visto. Infatti è possibile richiedere un visto per la Cina solo nella propria nazione di cittadinanza, non dall’estero né online, e le uniche eccezioni sono Hong-Kong e Macao che hanno uffici a disposizione. Noi però non saremmo passati da lì, fortunatamente abbiamo trovato la soluzione in un programma che permette il transito senza visto in Cina per brevi durate da 72 a 144 ore, a seconda della città.
A quel punto eravamo sicuri al 100% che avremmo raggiunto la nostra destinazione successiva, sebbene avremmo dovuto capire che questa era solo la prima di tante severe norme di immigrazione, turismo, e sicurezza che la Cina adotta.

Il nostro volo atterra dopo la mezzanotte, ci ritroviamo a camminare in lunghi spogli corridoi di un aeroporto già dormiente. Le scritte in inglese sono piccole e rare. Volando dalle Filippine alla Cina, siamo gli unici europei. Avevamo letto quale corsia di dogana seguire per avere i nostri permessi approvati, ma non vi sono ufficiali lì, è chiusa. Dopo aver fatto la coda in quella standard e arrivati allo sportello, l’ufficiale ci manda via senza neanche dire una parola. Pochi minuti più tardi un gentile poliziotto ci consegna dei moduli da compilare. Siamo un po’ preoccupati per i nostri orari di atterraggio/partenza, ci sono più di 72 ore fra essi, ma come previsto il conteggio delle 72 ore inizia dalle h23.59 del giorno di arrivo, otteniamo così i nostri timbri che recitano: “permesso di stare fino al 9 novembre 2017 in Pechino”. Queste esenzioni sono severe e non permettono di muoversi da una città all’altra.

visto 72 ore Cina come fare

Permesso di transito a Pechino per 72 ore

(Aggiornamento: a partire dal 2018, Pechino verrà inclusa nelle città con permesso di 144 ore. Mannaggia siamo venuti troppo presto!)

UN FREDDO BENVENUTO A PECHINO

Ritiriamo i nostri zaini e ci avviamo fuori. Fa freddissimo, sui 0°C, e lo sbalzo termico di 30°C dalle Filippine non è per nulla piacevole.
Fuori alcuni tassisti ci chiamano, ma siamo immediatamente presi in consegna da una signorina in uniforme che ci chiede l’indirizzo e ci indica la corsia successiva. Non capiamo bene cosa sia successo ma ci ritroviamo seduti su un qualsiasi pulmino un po’ scassato, dopo aver pagato la bellezza di 180 Yuan cinesi (25€) in cambio di una ricevuta. I taxi erano probabilmente meno cari per una mezz’oretta di macchina. Arrivando da un paese dove una tratta di 10 km costava due dollari siamo un po’ sorpresi, ma vogliamo solo raggiungere il nostro albergo adesso.
La prima impressione di Pechino di notte è leggermente triste, anche per colpa del meteo: fa freddo, è umido e nebbioso, sembra una giornata di novembre in Europa. I grandi viali sono vuoti, alcune persone si muovono in motorino o bicicletta.

L’autista che non ha detto una parola e chiaramente non parlava inglese, svolta in un vicolo e ci lascia di fronte ad una porta con un’insegna rossa che dice “Happy Dragon Hostel”. Entriamo e il ragazzo in reception ci dice “posto sbagliato”! Panico. Realizziamo che il nostro albergo si chiama Happy Dragon Alley Hotel. Per fortuna è appena 500 metri più avanti. Finalmente alle 3 di notte arriviamo in hotel. Che fatica dall’aereo alla stanza!

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La nostra bella stanza presso l’Happy Dragon Alley Hotel, Pechino

Il nostro albergo è decorato con belle fantasie a tema cinese, il personale parla bene inglese, la stanza è molto accogliente con disegni orientali sulle rosse pareti, luci soffuse, alcuni comfort che non vedevamo da un po’ come una TV a schermo piatto, il riscaldamento (!), e soprattutto una moderna doccia con acqua calda! Le cose più semplici a cui siamo normalmente abitutati diventano davvero preziose quando si sta qualche settimana senza di esse. In luoghi caldi come le Filippine riscaldamento e acqua calda sono usati di rado.


 

GIORNO 1 – MENO 72 ORE

Il conto alla rovescia di 72 ore impresso nella mente ci aiuta inconsciamente a svegliarci presto. Non è mai bello avere così poco tempo a disposizione, cerchiamo di pianificare il nostro soggiorno nel miglior modo possibile. La visita alla Grande Muraglia, a circa 60 km da Pechino ma contemplata nel permesso di transito essendo parte della sua municipalità, occupa un giorno intero, per cui la faremo domani. Usciamo al freddo, vestiti a strati (negli zaini abbiamo solo vestiti estivi!), e osserviamo la vera natura della città, a differenza di ciò che abbiamo visto ieri sera: le strade sono trafficate, i marciapiedi e le piste ciclabili intasati, centinaia di persone camminano frettolosamente per raggiungere i propri uffici. Siamo vicino alla stazione della metropolitana di Zhangzizhonglu, dove i treni sono stracolmi come uno si potrebbe immaginare a Pechino, Seul, o Londra. La metro funziona in maniera impeccabile, le linee centrali seguono lo schema rettangolare della forma delle antiche mura che proteggevano la Città Proibita in passato. E’ abbastanza semplice orientarsi nel centro di Pechino, sia a piedi che con i mezzi pubblici.

Mercato perle pechino come andare

Mercato delle Perle (Hongqiao Market)

PARCO DEL TEMPIO DEL CIELO (TEMPLE OF HEAVEN)

Raggiungiamo il Parco del Tempio del Cielo e, dopo una veloce visita al Mercato delle Perle appena fuori le sue mura (Hongqiao Market), dove puoi trovare letteralmente qualsiasi cosa a buon prezzo (preparati a negoziare con decisione, i prezzi che sparano a volte son 10 volte più alti!), paghiamo l’ingresso (10 yuan per passeggiare nel parco, 30 per i templi) ed entriamo. Il parco è enorme, con lunghi grandi viali contornati da migliaia di cipressi. L’attrazione principale è la Sala della Preghiera per i Buoni Raccolti (Hall of Prayer for Good Harvests), una maestosa struttura con un tetto violaceo a forma di ombrello; altri edifici sono la Volta Imperiale del Cielo (Imperial Vault of Heaven), all’estremità opposta di un imponente viale che lo collega alla Sala della Preghiera; il Muro dell’Eco (Echo Wall) circonda la Volta Imperiale: se non c’è troppa gente, il tuo sussurro può raggiungere l’orecchio di un amico dall’altra parte del muro.

Tempio del Cielo come andare

Sala della Preghiera per i Buoni Raccolti, Tempio del Cielo

Tempio del Cielo Pechino

Una grande porta d’accesso sul viale imperiale

L’area è piena di turisti oggi giorno, sia stranieri che cinesi. Doveva essere davvero un’oasi di pace un tempo. La cosa che ci è piaciuta di più, che mantiene il suo fascino originale, è il Corridoio Lungo che connette la Sala della Preghiera all’ingresso ovest: qui i locali, in particolare gli anziani, si riuniscono per giocare tradizionali giochi, scacchi, dama, carte, e suonare musica. Lungo il corridoio, nelle zone verdi, alcuni fanno esercizi o giocano a  jiànzi, passandosi con i piedi un volano senza farlo cadere.

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Il decoratissimo tetto del Corridoio Lungo, Parco del Tempio del Cielo

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Il quartiere Qianmen, con il vecchio tram per i turisti

QIANMEN

Lasciando il Parco del Tempio del Cielo imbocchiamo la metropolitana e scendiamo a Qianmen, poco a sud di Piazza Tian’anmen. Qui parte Qianmen, una strada commerciale tradizionale di Pechino che prende il proprio nome dalla suggestiva porta d’ingresso. I tram viaggiavano qui, e una vecchia carrozza è ancora in uso per i turisti. Fra i negozi di seta e tè ci sono alcune stradine piene di bancarelle di cibo: assaggiamo qualche specialità, non possiamo perderci i ravioli al vapore.

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Deliziosi ravioli al vapore!

Siamo vicini a Tian’anmen, ma arrivare fisicamente sulla piazza, che è completamente recintata, ci farà perdere quasi mezz’ora. Dobbiamo passare nuovamente i controlli di sicurezza, in cima alla lista delle priorità, purtroppo però non possiamo dire la stessa cosa delle informazioni per i turisti. Le poche scritte sono confuse, le guardie rifiutano di parlare, l’unica cosa che fanno è incrociare le braccia a “x”. Attraversare la strada è vietato da transenne, bisogna andare su e giù fra sottopassaggi labirintici. La piazza è così vicina ma così lontana! La situazione diventa abbastanza comica, vedere la stessa gente prima al di qua, poi al di là delle transenne, poi nei sottopassaggi, tutti sono smarriti… Finalmente troviamo la via all’unico accesso, facciamo la lunga coda, ci controllano le borse (come accade in ogni stazione metropolitana). La corsia per i cittadini cinesi è ancora più lunga, dovendo esibire i documenti per farli scannerizzare.


CENSURA INTERNET

La sensazione è che tutto e tutti siano controllati, che è un bene per questioni di sicurezza ma dà anche un senso di oppressione. Ad esempio nel nostro albergo non riuscivamo ad usare Google, né Facebook, Whatsapp e Wikipedia, ed eravamo in difficoltà nell’organizzare la nostra escursione alla Grande Muraglia, non volendo noi aderire ad un tour guidato. Un membro del personale ci ha aiutato a scaricare una app VPN per il cellulare che permette di aggirare il blocco dei server. Ci ha detto che è vietato per legge usare i VPN, e chi venisse sorpreso da un ufficiale mentre li usa rischierebbe addirittura una multa!
Città proibita come andare

A Million Travels @Città Proibita, Torre d’Ingresso Tian’anmen

piazza tian'anmen vista panoramica

Vista panoramica su Piazza Tian’anmen dalla Torre d’Ingresso

PIAZZA TIAN’ANMEN

Eccoci alla fine nella storica Piazza Tian’anmen. Non possiamo visitare la Città Proibita oggi, perchè è chiusa il lunedì. La piazza è immensa ma forse per la sua reputazione ci aspettavamo che fosse ancora più grande. In più, dopo aver vissuto in Vietnam per quasi 2 anni, possiamo notare la somiglianza con le piazze principali di Ho Chi Minh, Da Nang, Hanoi, che sono vaste distese di fronte ad un monumento storico o del governo, con l’immancabile altissima bandiera rossa a dominare la scena, proprio come qui a Pechino. In ogni caso, la Città Proibita con le sue porte d’ingresso sul lato nord della piazza è imponente, immaginare Mao Zedong pronunciare un discorso qui di fronte ad una folla immensa, bè doveva essere davvero impressionante.


LO SMOG DI PECHINO

C’è sempre foschia, in realtà è difficile vedere chiaramente l’altra estremità di Piazza Tian’anmen. Siamo giunti alla conclusione che in effetti si tratta di inquinamento, non nebbia, il tristemente famoso smog delle metropoli cinesi che ha effetti negativi sull’ambiente oltre che sulla salute.

Stamattina, dalla cima del Mercato delle Perle, non riuscivamo a vedere il Parco del Tempio del Cielo nella sua totalità, e inoltre non siamo ancora riusciti ad avere una vista panoramica sulla città di Pechino, siccome la visibilità non è mai superiore a qualche centinaia di metri.

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Il Parco del Tempio del Cielo avvolto nella coltre di smog

Il sole c’è, pallido e coperto dalla coltre di smog, ma non piove. L’umidità è creata da alcuni camion che ogni paio d’ore spruzzano acqua per le strade, cercando di abbattere l’inquinamento. Ecco perchè le notti sono così fredde e umide, e le strade bagnate nonostante non piova.
La sera per cena troviamo un posto tradizionale molto carino dove assaggiamo dell’autentico cibo cinese, molto diverso da quello che servono nei nostri ristoranti cinesi. Innanzitutto il cibo è quasi mai fritto: proviamo del formaggio di capra, riso, e carne tritata alla menta. Fuori si gela, non resistiamo a lungo senza giacca, così rientriamo presto in stanza e ci prepariamo per la nostra escursione sulla Grande Muraglia!

GIORNO 3 – LA LETTERALMENTE PROIBITA CITTA’ PROIBITA

Il nostro ultimo giorno a Pechino le nostre gambe sono ancora stanche dalla camminata di ieri. Ci rechiamo nuovamente a Piazza Tian’anmen, ma quando arriviamo notiamo qualcosa di inusuale: ogni bandiera cinese di fronte agli ingressi è legata ad una bandiera degli U.S.A.. Oh no, il presidente Trump deve essere atteso a breve! Nonostante ciò, numerose folle entrano dalle prime porte più esterne. Nessuno è in grado di spiegarci, le guardie non parlano e non ci sono cartelli. Ci mettiamo in fila per uno sportello che si rivela vendere biglietti per accedere alla sala e terrazzo della Torre d’ingresso di Tian’anmen (Tian’anmen Tower Gate), che si affaccia sulla piazza.

Quando chiediamo della Città Proibita, un laconico “chiusa” è la risposta che otteniamo: ora è chiaro, la Città Proibita è riservata per la visita privata di Trump. Che sfiga! Due giorni su tre che siamo stati qui ed era chiusa.

città proibita orari

Il massimo che abbiamo potuto vedere della Città Proibita: la Torre d’ingresso di Tian’anmen

Abbandoniamo le speranze di entrare, andiamo allora verso Wangfujing, distretto famoso per le sue strade commerciali meta di shopping. Il cielo è più limpido oggi, ci servirebbero quasi gli occhiali per ripararci dai timidi raggi di sole. Possiamo vedere per la prima volta qualcosa in più del panorama di Pechino, alcuni grattacieli sorgono qua e là ma non è ancora troppo rovinata… Per ora.

Prima di andare in aeroporto vogliamo prendere dei regali e souvenir per i nostri cari: andiamo al Mercato della Seta (Xiùshuǐ Jiē) dove mostreremo le nostre migliori qualità di negoziatori affinate in Vietnam, ottenendo “sconti” del 80%! Come avevamo letto, è proprio vero che a Pechino a volte un buon prezzo da pagare è 10 volte più basso del primo proposto.


DOVE PRELEVARE SOLDI A PECHINO?

Rientriamo al nostro Happy Dragon Alley Hotel per recuperare gli zaini e partiamo per l’aeroporto, questa volta useremo la metro. Per fortuna ci muoviamo in anticipo e il nostro volo decolla dopo la mezzanotte, perchè un’altra disavventura perditempo è dietro l’angolo. Giunti alla stazione di Dongzhimen, un grande snodo dei trasporti, non abbiamo abbastanza contanti per ricaricare le nostre tessere e coprire il prezzo della corsa per l’aeroporto (25 yuan). Però se riuscissimo ad avere il deposito delle tessere indietro, insieme ai contanti che abbiamo, avremmo denaro sufficiente. Cercare di spiegarsi con la signora allo sportello è inutile, giriamo per la stazione e troviamo un bancomat… Ma non funziona con i circuiti Mastercard e Visa! Proviamo altri due, tre, quattro bancomat dentro e fuori la stazione, ma niente (il primo giorno avevamo cambiato i dollari in contanti, e nei mercati i bancomat funzionavano, ma solo quelli, a saperlo prima!). Sono già le 22, casse e negozi sono chiusi. Riusciamo a carpire un’informazione da un passante che, contando con le dita, ci dice di cercare l’ottava lettera dell’alfabeto, se abbiamo capito dobbiamo trovare l’ingresso H! Ci incamminiamo così attorno all’isolato con gli zaini in spalla e dopo una mezza dozzina di entrate troviamo la benedetta H. Grazie al cielo ecco lo sportello per restituire le tessere della metropolitana (lontanissimo dalla metro per l’aeroporto)! Con i nostri sudati soldi, via indietro per l’isolato, e infine attraverso i controlli per ispezionare gli zaini da cima a fondo. La stessa procedura, se non peggio, accadrà in aeroporto all’imbarco dei bagagli in stiva, quando i nostri zaini saranno completamente svuotati dai controllori per trovare un accendino dimenticato che, ora l’abbiamo imparato, non è ammesso sui voli cinesi, nemmeno se nella stiva. Che fatica!


UN MONDO CONTRADDITTORIO

Bene Cina, grazie e arrivederci (forse!), probabilmente il posto dove abbiamo trovato le maggiori difficoltà considerando che siamo rimasti appena 72 ore. Ci auguriamo che stando più a lungo uno possa superare le prime barriere e godere del soggiorno in maniera più rilassata. A volte pretendiamo che tutti nel mondo parlino inglese, ma in realtà siamo grati che non tutti i posti siano uguali, questo è il motivo per cui viaggiamo, per vedere luoghi diversi. E a dirla tutta, ritornare a comunicare a gesti di tanto in tanto è uno spasso!

La Cina ha un sacco di meraviglie naturali e di storia, noi abbiamo visto la Grande Muraglia, probabilmente il pezzo più importante. Per quanto riguarda Pechino, o almeno l’assaggio che ne abbiamo avuto, è interessante notare come questa capitale di una nazione immensa con la popolazione più numerosa al mondo sembri in apparenza voler resistere alle influenze occidentali, o forse non è tanto aperta ad accogliere i turisti, o forse ancora è solo una questione di diverse culture e abitudini. Per esempio la mancanza di cartelli in inglese nei luoghi di interesse e di impiegati che parlino inglese potrebbe essere migliorata, a meno che per qualche motivo non vogliano essere troppo condizionati dagli stranieri. Ma allora perchè ci sono 7Eleven, McDonald’s, Burger King e ristoranti fast food dappertutto? Verosimilmente la risposta a queste domande è sempre la stessa: soldi.


Sistemazione:
  • Happy Dragon Alley Hotel: ottima zona, 3min dalla metro nel centro di Pechino, lo staff parla inglese, stanze decorate a tema, AC/riscaldamento, TV, bar in loco, eccellente qualità/prezzo.  
Trasporti:
  • Volo Manila-Pechino, Cebu Pacific: 4-5 ore, da 100-150€;
  • Pechino aeroporto-città: 25 yuan/persona da/per Dongzhimen; transfer privato 150-200 yuan;
  • Tessera dei trasporti: 20 yuan, rimborsabile: valida su bus, metro, treno per l’aeroporto. Tariffe da 5 yuan.
Soldi&ingressi:
  • cambio soldi in banca: 300 USD=1.900 CNY;
  • Tempio del Cielo: 30 yuan/persona;
  • Torre d’ingresso Tian’anmen: 15 yuan/persona;
  • Città Proibita: 60 yuan/persona, chiusa lunedì.

     

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