SIEM REAP E I TEMPLI DI ANGKOR, CAMBOGIA

SIEM REAP E I TEMPLI DI ANGKOR, CAMBOGIA

Siamo appena arrivati in Cambogia ieri dopo aver attraversato il confine di terra dalla Thailandia nella città di frontiera di Poipet. Spenderemo quattro giorni nella città di Siem Reap per visitare gli storici templi di Angkor.

 

SIEM REAP

Il nostro primo giorno a Siem Reap inizia con la sveglia alle 5 per esplorare i templi con la luce dell’alba e l’aria ancora fresca. Affittiamo le bici a 1$ da una cara vecchia signora, e pedaliamo per 7 km nell’assurdo traffico tra biciclette, moto, tuk tuk e auto che si intrecciano senza logica.

Raggiungiamo gli enormi cancelli d’ingresso che segnano l’arrivo al sito di Angkor: si può scegliere fra tre tipi di biglietto: pass di una giornata (20$), di tre giornate anche non consecutive (40$), e settimanale (60$). Scegliamo il secondo, sicuramente non ci basterà un giorno per vedere tutto quanto!

Il sito di Angkor è un maestoso complesso di templi che si estende su un’area di 400 metri quadrati.

 

ANGKOR WAT

Il primo tempio che visitiamo è Angkor Wat, il più famoso. Ci basta vedere le tre “torri” centrali per realizzare di trovarci di fronte a una delle meraviglie del mondo: camminando sotto le porte di accesso non si può non immaginare il timore che dovevano provare i contadini arrivando al tempio. Nonostante la levataccia, non siamo riusciti ad evitare i turisti e fare foto senza nessuno nel campo non è facile.

Preah Khan angkor come visitare

Il sito di Angkor

 

Per fortuna l’area è molto vasta, tanto da poter trovare zone tranquille.
Visitare il sito è piacevole e ci si può spostare da un tempio all’altro seguendo dei percorsi ben indicati. Le distanze tra i vari edifici sono di un paio di km, quindi meglio muoversi in tuk tuk, in motorino o in bici.

 

ANGKOR THOM

Il tempio successivo è Angkor Thom, il più grande, comprendente architetture come il Bayon e la meravigliosa Terrazza degli Elefanti (e anche elefanti veri che portano i turisti qua e là), il tempio di Baphuon su cui ci si può arrampicare fino alla cima, e altri tempietti più nascosti all’interno della foresta.

Bayon angkor come arrivare

Dettagli al Tempio Bayon

 

PREAH KHAN

Il Tempio di Preah Khan, scostato da quelli più famosi, è quello che ci ha colpito di più: sicuramente i pochi turisti hanno contribuito a creare un’atmosfera di mistero e fascino. Il bello di questi luoghi è la possibilità di curiosare tra le rovine, esplorare passaggi e cunicoli che spesso sbucano in cortili deserti, immaginare come poteva essere il tempio al suo massimo splendore o fingersi esploratori alla ricerca di tesori.

Preah Khan angkor templi

Le rovine di Preah Khan

 

TA PROHM

Il tempio che abbiamo lasciato per ultimo è quello di Ta Prohm, completamente avvolto dalla giungla e in passato set del film Tomb Raider. Forse le nostre alte aspettative per questo sito sono state un po’ deluse: bisogna seguire percorsi vincolati e a senso unico che rovinano l’atmosfera “selvaggia” del luogo.

Ta Prohm tempio tomb raider

La natura si sta riappropriando del suo spazio, divorando il Tempio Ta Prohm

 

Verso le 17.30, con l’avvicinarsi del tramonto, il sito chiude ed è obbligatorio lasciare l’area, sebbene sia praticamente impossibile controllare tutti in un posto così grande (quando ci si muove per la zona bisogna mostrare i propri badge/biglietti e averli pronti per essere ispezionati).

Siem Reap di sera è una cittadina carina che offre ristorantini sia locali che internazionali, la scelta è ampia. Siamo esausti per lo sforzo odierno, infatti il mattino seguente ci svegliamo tardi e decidiamo di restare in città e studiare la mappa del sito di Angkor. Non ce la potremmo mai fare a vedere tutto in bicicletta, le distanze sono enormi, le opzioni sono affittare un motorino o farsi portare in giro tutto il giorno da un tuk-tuk.

 

 

Così il nostro terzo giorno a Siem Reap affittiamo un motorino (10$) e battezziamo Edo alla guida in quel traffico infernale. Non riusciamo a capire come non possano succedere incidenti ogni minuto in questo caos!

Le precedenze, come le frecce, non esistono; chi arriva si butta in strada e chi c’è già deve cercare di evitarlo in slalom improvvisati: questa è la regola generale.

 

KBAL SPEAN

Dopo alcuni km su uno stradone a due corsie, imbocchiamo una via minore che porta direttamente a Kbal Spean, a 35 km da Siem Reap. Parcheggiamo la moto e camminiamo su un sentiero nella giungla per alcuni chilometri, arrivando a un sito religioso con bassorilievi scolpiti nella roccia del letto del fiume. Peccato che sia la stagione secca e la cascata non ci sia in questo periodo, sicuramente nella stagione delle piogge la visita meriterebbe di più.

 

BANTEAY SREI

Mangiamo al volo in una delle casette costruite per accogliere i turisti e riprendiamo la strada tornando indietro fino a Banteay Srei. Si tratta di un piccolo tempio circondato da risaie e paludi suggestive. Nonostante sembri un tempio in scala (le porte sono alte poco più di un metro!), i colori sono bellissimi e il rosa della pietra si mischia al verde del muschio.

Banteay Srei ANGKOR distanza

Banteay Srei

 

La parte più bella della giornata però è il viaggio e ciò che vediamo lungo la strada (quando non siamo impegnati a evitare le buche): baracche alternate a case bellissime, chioschi di cibo con i fuochi sempre accesi, 3 o 4 o 5 cinque persone sullo stesso motorino, bambini quasi sempre scalzi giocare sul ciglio della strada che si fermano solo per salutare, scolari in divisa camminare in gruppo verso la scuola (i più fortunati in bicicletta), e poi mucche magrissime, maiali, cani e galline che attraversano la strada.

strada angkor banteay srei

La strada per Banteay Srei, Angkor

 

Avvicinandosi a Siem Reap aumentano i negozi, gli alberghi lussuosi, i Burger King.

Dopo aver restituito il motorino, optiamo per una passeggiata veloce nel quartiere a forma di triangolo creato per i turisti con locali, bar, ristoranti, una sorta di zona per gli expat: in mezzo a tutta questa occidentalizzazione, il mercato locale è stato un’esperienza unica per noi, direi possibilmente da non ripetere presto (diciamo che gli standard igienici con cui sono conservati i cibi sono un po’ diversi dai nostri, ma è meglio non dilungarsi in descrizioni).

Rientrando verso la guesthouse passeggiamo lungo il fiume e ci godiamo il tramonto dietro al tempio di Wat Bo, nel centro città, mentre le luci colorate dei ponti iniziano a riflettersi nel fiume.

Ciò che abbiamo visto in questi giorni ci fa chiedere molte domande, tutta la bellezza ci ha colpito ma allo stesso tempo il contrasto fra un sito storico come Angkor e la modernità della vita attorno ad esso è impressionante. Probabilmente è meglio se apprezziamo il meraviglioso fascino dei templi senza pensare oltre!

L’indomani facciamo colazione e ci prepariamo a lasciare Siem Reap, una nuova avventura sul Lago Tonle Sap ci attende!

 

 

HOTEL – DOVE STARE A SIEM REAP:
  • Natural Homestay Siem Reap: ospitalità locale e prezzi bassi per un soggiorno economico;
  • Onederz Khmer House: un bell’albergo con architettura di ispirazione khmer;
  • Puoi prenotare tutti i tuoi soggiorni in Cambogia con cancellazione gratuita qui.
TRASPORTI – COME RAGGIUNGERE SIEM REAP:
BIGLIETTI&AFFITTI:
  • Ingresso Angkor: 20$/1giorno, 40$/3giorni, 60$/settimana;
  • Affitto moto: 10$/24ore;
ASSICURAZIONE DI VIAGGIO:
  • Mai partire senza un’affidabile assicurazione di viaggio. Anche se ti fidi di te stesso, non sempre puoi fidarti degli altri. Meglio prevenire che curare! Calcola il tuo preventivo qui.

 

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